fotovoltaico del futuro

Il Fotovoltaico del Futuro… Sono capaci di sfruttare in modo nuovo la luce solare e di produrre energia anche da una finestra, dalla copertura di una serra, dal tettuccio di un’auto…

Plexiglass e Nanoparticelle per il Fotovoltaico del futuro

Per ora, per vederla bisogna mettere gli occhi dentro un microscopio. Eppure la prossima rivoluzione nel campo delle energie rinnovabili potrebbe partire da qui: da minuscole nanoparticelle fluorescenti, capaci di sfruttare in modo nuovo la luce solare e di produrre energia anche da una finestra, dalla copertura di una serra, dal tettuccio di un’automobile. Un modo per andare oltre i pannelli solari tradizionali, quelli in silicio, protagonisti già un po’ anzianotti – il primo è del 1954 – della prima svolta rinnovabile.

 

Il pannello fotovoltaico del futuro è fatto invece di plexiglass. Nome in codice polimetilmetacrilato, non è nient’altro che la plastica di box doccia, fanali da automobile, pareti d’acquario e così via. Un materiale economico, duttile, resistente, che nel progetto realizzato dall’ateneo milanese trova nuove sorprendenti, proprietà.

fotovoltaico del futuro

I ricercatori hanno trovato infatti il modo di “arricchire” il plexiglass con le nanoparticelle di cui dicevamo, capaci di assorbire parte della luce solare. Sono loro, dopo aver catturato la luce, a ri-emetterla verso i bordi del pannello. Lì, sugli spigoli, ci penseranno le celle solari a raccogliere la luce e trasformarla in energia. «Un meccanismo che da anni si provava a realizzare, ma che finora aveva un grande difetto: gran parte dell’energia catturata andava perduta, riassorbita dalle stesse particelle, e ai bordi del pannello ne arrivava pochissima», spiegano Sergio Brovelli e Francesco Meinardi, i ricercatori autori dello studio. «Noi siamo riusciti ad evitare quest’inconveniente, abbiamo disposto le nanoparticelle una dentro l’altra, in una struttura “a uovo” che consente di proteggere l’energia solare una volta catturata».

La ricerca è arrivata fino alla prestigiosa rivista scientifica “Nature Photonics” ed è il frutto della collaborazione con i laboratori americani di Los Alamos e dei finanziamenti della Fondazione Cariplo, della Comunità Europea e del Dipartimento dell’Energia statunitense. Ora promette davvero un salto di qualità nel nostro modo di sfruttare l’energia solare. «I pannelli tradizionali – dice Brovelli – sono più efficienti nel catturare l’energia solare, ma hanno anche un impatto estetico notevole. Il nostro obiettivo non è sostituirli, bensì recuperare energia da oggetti e contesti dai quali finora non si poteva. Ogni elemento di un edificio può diventare fotovoltaico e contribuire all’eco-sostenibilità. Vale per un grattacielo, che ha poco spazio sul tetto per i pannelli “normali”, ma anche per la copertura di una serra o di uno stadio, per il pavimento di un aeroporto, per i padiglioni di una fiera».

fotovoltaico del futuro

Una finestra in plexiglass “arricchito” è appena diversa, un po’ più opaca, rispetto a una normale. «Ma si può giocare sulla quantità e sul tipo di nanoparticelle – spiegano i ricercatori – per aumentare o diminuire la trasparenza, oppure cambiare il colore della speciale finestra. Questo è vitale se pensiamo all’utilizzo in serra: alle piante serve infatti la luce rossa per crescere, ma il resto dello spettro solare si può sfruttare con i nuovi pannelli per alimentare i sistemi di irrigazione». Unite alla duttilità del plexiglass, le tante diverse opzioni legate alla composizione dei nuovi pannelli lascia ampi spazi anche alla fantasia e al design. «A me piace immaginare anche applicazioni “strane” – dice Brovelli – come una panchina al parco fatta di plexiglass modificato, che diventa così un perfetto caricabatterie per cellulare. Economico e autosufficiente in tutto e per tutto».

 

fonte lastampa.it

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